"Non ho visto i giornali. So di cosa parlano e di quello che sta succedendo, ma per ora non penso a niente. Penso solo a giocare e a lavorare. Si vedrà quando finisce il campionato. Per me è una vittoria vedere il mio nome accostato alla Juve e ad altri grandi club, è quello che ho sognato da bambino.
La Juve è una squadra importantissima, con una grande storia, penso che per tutti sarebbe bello giocare lì. E' anche vero che devo ancora migliorare molto per fare una bella figura in una delle big, perché l'importante è rimanerci. E per farlo devo ancora crescere e impegnarmi sempre al massimo".
mercoledì 16 aprile 2008
Amauri: A chiunque piacerebbe giocare nella Juve
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Juventus-Parma: le probabili formazioni. Sissoko e Lucarelli non convocati

JUVENTUS
Ballottaggio
nessuno
A disposizione: Belardi, Birindelli, Stendardo, Salihamidzic, Marchionni, Palladino, Castiglia
Indisponibili: Andrade, Zanetti, Sissoko, Iaquinta, Zebina
Squalificati: nessuno
Diffidati: Nocerino, Palladino, Salihamidzic, Trezeguet, Grygera, Zanetti, Camoranesi, Stendardo
PARMA
Ballottaggio
Couto 55% Rossi 45%
Reginaldo 55% Morfeo 45%
Morrone 55% Antonelli 45%
A disposizione: Pavarini, Rossi, Cigarini, Antonelli, Morfeo, Gasbarroni, Martinez
Indisponibili: Coly, Pisanu
Squalificati: Paci
Diffidati: Morfeo, Reginaldo, Zenoni, Coly, Castellini, Pisanu, Rossi, Gasbarroni, Pavarini, Cigarini
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Zamparini: Amauri alla Juve. A breve l'intesa
Oggi era il giorno del contatto ufficiale tra la dirigenza bianconera e la dirigenza rosanera per discutere del passaggio alla Juventus di Amauri, nella prossima sessione di calciomercato.
Il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, ha rilasciato una breve dichiarazione alla stampa sull'accaduto:
"Ci sarà un altro appuntamento tra un mese. In quel momento il direttore sportivo Rino Foschi e Alessio Secco lavoreranno per trovare un'intesa e penso che ci sarà".
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martedì 15 aprile 2008
Ranieri: Amauri per la Champions
"Trezeguet, Del Piero e Iaquinta stanno facendo bene, se cerchiamo Amauri è perché l'anno prossimo avremo una competizione in più. In ogni caso parlo solo dei giocatori che ho in squadra, degli altri ne parlerò l'anno prossimo quando li avrò a disposizione. Trezeguet lo vedo bene, non l'ho sostituito perchè aveva fatto male. Ha segnato 17 gol in campionato e si è scontrato con un paio di miracoli dei portieri avversari, come quello di sabato di Kalac o quello di domenica scorsa di Fontana. Non mi sembra quindi che gli arrivino pochi palloni, sono contento del suo rendimento e di quello che sta facendo per la squadra".
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Intervista a Giovinco: Voglio tornare alla Juve
Giovinco, nato a Torino da madre di Catanzaro e padre di Palermo: perché Sebastian e non Sebastiano?
«Perché Sebastiano si chiamava mio nonno e alla mamma non piaceva».
Ha compiuto 21 anni il 26 gennaio scorso: lo sa che Fabregas è diventato titolare dell’Arsenal quando ne aveva sì e no diciotto?
«Beato lui».
Altra cultura?
«All’estero hanno più coraggio. Se uno è bravo, è bravo. Punto e basta. Noi siamo più conservatori. Fabregas sostituì Patrick Vieira in persona, mica uno qualunque».
Anche in Italia, però, qualcosa si muove. Acquafresca, Balotelli, Giovinco. O no?
«Sì. La carta d’identità conta sempre più che altrove, ma meno di una volta. Era ora».
Balotelli?
«Ci ho giocato contro nella Primavera. Una forza della natura. E un progetto di campione. Come Acquafresca. Come, mi auguro, il sottoscritto. Saranno però i successi, i trofei conquistati, a segnare il livello delle nostre carriere».
Juventino subito?
«No. Milanista: in casa lo erano tutti. Poi juventino: per scelta e di scuola».
Gli allenatori con i quali si sente in debito?
«Maggiora, Schincaglia, Storgato, Chiarenza».
Uno e sessantaquattro, recita l’almanacco Panini. Conferma?
«Confermo».
L’altezza, appunto. Un problema?
«Sì. Per voi. Giuro: non ci ho mai fatto caso. Né mi condiziona. Penso a Lionel Messi, che è poco più alto di me. Penso a Giuseppe Rossi, a Rosina, a Giuly. Nel calcio, grazie a Dio, la differenza non la fa il fisico».
A ogni gol, e sono già sei, fa sempre quel gesto con le mani, sopra la testa.
«Il gesto della spanna. Una forma originale e divertente, almeno spero, per contestare chi ha fatto della mia “piccolezza” un limite, un bersaglio. “Dite sempre che mi manca una spanna, eccovi serviti”».
Il suo ruolo?
«Più centrocampista che attaccante».
Trequartista?
«Perché no».
Ci fossero ancora i numeri fissi, quale vorrebbe?
«Il dieci».
I suoi modelli?
«I grandi dieci del passato. Roberto Baggio, Diego Maradona, Michel Platini, Alessandro Del Piero. Fantasia e giocate straordinarie. Ho una pila di cassette, mi aiutano a sognare».
A proposito: il suo sogno?
«Sono tre, per la verità. Salvare l’Empoli, tornare alla Juventus, andare alle Olimpiadi».
E se finisse mai nel pacchetto Amauri?
«L’interesse di una società come il Palermo non può che inorgoglirmi, ma nella Juve sono nato e alla Juve vorrei, se possibile, dedicare i migliori anni della mia vita».
Con Del Piero o al posto di Del Piero?
«Detto con profonda umiltà, credo che potremmo giocare tranquillamente assieme».
A Empoli come si trova?
«Alla grande. Per un giovane, è il trampolino di lancio ideale. Se non sbaglio, fu la palestra dei Di Natale e di Montella».
Da Cagni a Malesani ancora a Cagni.
«Se le dico che sono stato bene con tutti, non deve darmi del diplomatico o, peggio, del ruffiano. È la verità».
Che partita, all’Olimpico contro la Roma. Gol, traversa, miracolo di Doni, tiro a fil di palo. Ricorda?
«Malesani mi fece fare il Totti. Punta centrale. Una parte che non avevo mai recitato. Come vede, mi so adeguare».
E con il Parma, domenica scorsa?
«Esterno sinistro di centrocampo in un 4-4-2 abbastanza classico. Più o meno, la posizione di Nedved. Caratteristiche a parte, naturalmente».
Mai segnato di testa?
«Fra i giovanissimi. Una volta o due. Dalla Primavera in su, mai. Di notte, però, dormo lo stesso».
I tifosi stravedono per lei.
«Li ringrazio, di cuore. La Juve titolare l’ho assaggiata in B, con Deschamps. Tre presenze. Contro il Bologna, assist a Trezeguet. Un abbraccio e via. Spero di tornare a casa. Tutto qui».
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lunedì 14 aprile 2008
Il bollettino medico: Sissoko e Zanetti out contro il Parma
Tanti dubbi per Ranieri in vista del recupero di campionato di mercoledì con il Parma. Nella seduta mattutina solo Sissoko assente (la forte contusione alla tibia destra rimediata col Milan lo terrà fuori mercoledì e forse anche domenica contro l'Atalanta). Zebina, Legrottaglie, Nedved e Zanetti si sono uniti al gruppo. Zanetti e Zebina si sono intrattenuti per una dose ulteriore di scatti, purtroppo il centrocampista si è fermato toccandosi la 'solita' coscia. Il recupero è in dubbio. Non ce la dovesse fare, probabilmente Ranieri chiederà a Camoranesi di giocare al centro al fianco di Nocerino (in ballottaggio con Tiago), con Salihamidzic e Nedved sulle fasce. Non è escluso un pò di turnover anche in difesa e in attacco. Zebina tornerebbe dal 1' e Stendardo farebbe rifiatare Legrottaglie. In avanti, invece, il candidato a restare in panchina è Trezeguet.
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