
Il Pallone d'Oro è andato dritto tra le mani portoghesi di Cristiano Ronaldo, eletto miglior giocatore d'Europa della stagione 2007/2008 da France Football. Nessuna sorpresa, dunque, visto che tutti si aspettavano una facile vittoria per il fenomeno del Manchester United.
Unico italiano a figurare nella classifica finale è stato Gigi Buffon, che nella stagione 2005/2006 arrivò secondo, alle spalle di Fabio Cannavaro. Stavolta, il portiere bianconero è arrivato 18° ottenendo un enorme risultato se si pensa che la stagione di riferimento è quella del ritorno in A della Juventus, dopo l'anno passato nella serie cadetta.
Assente Alex Del Piero, il derby milanese l'ha vinto Kakà, giunto 8°, con Ibrahimovic soltanto 9°.
In effetti l'unico trofeo che manca nella sconfinata bacheca del numero 10 della Juventus è proprio quel maledetto Pallone d'Oro che avrebbe dovuto vincere già nel 1997 e che invece andò incredibilmente a Sammer! Certo che, se Alex si confermerà favolosamente decisivo in Champions League, fino alla fine del torneo, una speranza di vederlo alzare quel pezzo d'oro non sarà esagerata.
Questa, ad ogni modo, è la lista definitiva pubblicata da France Football:
1. Cristiano Ronaldo (Por) 446 punti 2. Lionel Messi (Arg) 281 3. Fernando Torres (Spa) 179 4. Iker Casillas (Spa) 133 5. Xavi (Spa) 97 6. Andrei Archavine (Rus) 64 7. David Villa (Spa) 55 8. Kakà (Bra) 31 9. Zlatan Ibrahimovic (Sve) 30 10. Steven Gerrard (Ing) 28 11. Marcos Senna (Spa) 16 12. Emmanuel Adebayor (Tog) 12 13. Wayne Rooney (Ing) 11 14. Sergio Aguero (Arg) 10 15. Frank Lampard (Ing) 8 16. Franck Ribery (Fra) 7 17. Samuel Etòo (Cam) 6 18. Gianluigi Buffon (Ita) 5 19. Michael Ballack (Ger) 4 19. Cesc Fabregas (Spa) 4 21. Didier Drogba (Civ) 3 21. Sergio Ramos (Spa) 3 21. Nemanja Vidic (Ser) 3 24. Edwin Van der Sar (Ola) 2 24. Ruud Van Nistelrooy (Ola) 2.
Intanto, le notizie riguardanti l'infortunio di Camoranesi sono migliori del previsto: il centrocampista bianconero, infatti, pare possa rientrare già nella gara contro il Milan, a seconda se sentirà o meno dolore. L'italo-argentino ha patito una lussazione acromion claveare destra di primo grado durante la vittoria contro la Reggina, che dissipa qualunque preoccupazione riguardante la spalla: ad essere infortunata è la clavicola e non l'omero, il che riduce di molto l'entità del fastidio.
Meno male! Perché con Mauro la Juventus è tutta un'altra squadra.
martedì 2 dicembre 2008
Cristiano Ronaldo vince il Pallone d'Oro. Buffon 18°, Del Piero assente. Ma se quest'anno...
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lunedì 13 ottobre 2008
Buffon e Del Piero in lizza per il calciatore più famoso del mondo. Votali qui

Alessandro Del Piero e Gianluigi Buffon sono i due giocatori della Juventus inseriti nella lista dei calciatori più famosi del mondo proposta dall'Iffhs, l'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio.
Il portierone bianconero, lo scorso anno, è stato eletto proprio dall'Iffhs miglior portiere di tutti i tempi.
Quindi, sotto a votare i nostri due campioni! Avete tempo fino al 3 gennaio 2009.
Questo è il collegamento per accedere direttamente al voto online.
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sabato 11 ottobre 2008
La Juventus è in panne, ma la pausa può essere rigenerante

Torno in Italia e ritrovo una Juventus disastrosa per una sconfitta inammissibile e disastrata da gravissimi infortuni.
Perdere in casa contro il Palermo è assurdo per chi afferma di puntare allo scudetto. E lasciano il tempo che trovano tutti i tentativi di ammortizzare la cosa, a partire da chi prova a dire che "eravamo in dieci" fino ad arrivare a chi sostiene che "però abbiamo avuto più palle gol del Palermo". Una debacle di questo tipo è inconcepibile.
Speriamo che la pausa ridia serenità alla squadra e allo staff. Stando alle notizie pubblicate su juventus.com, stamattina il clima a Vinovo era molto tranquillo, con i giocatori allegri e concentrati sugli allenamenti impartiti da un Ranieri vicinissimo ai suoi uomini. Certo che, in questi casi, l'unica alternativa è rimboccarsi le maniche e non piangersi addosso. La squadra, rispetto allo scorso anno, è stata rinforzata in ogni reparto e può contare su alcune individualità di livello assoluto: Buffon, Chiellini, Camoranesi e Del Piero. Sono loro che devono riuscire a trasmettere ai propri compagni quella forza interiore che solo i giocatori della Juventus sanno tirare fuori nei momenti di difficoltà. La Juventus ha, nella propria tradizione calcistica, il DNA da vincente, la grinta e la solidità. Caratteristiche che non si perdono nel giro di qualche partita.
Vedrete che la pausa ci ridarà una Juventus nuova.
Almeno dal punto di vista mentale... Eh sì, perché gli infortuni iniziano a essere devastanti. Dopo la batosta di Trezeguet, che tornerà a giocare soltanto a febbraio, Buffon e Camoranesi resteranno fermi un mese, nelle migliori delle ipotesi. Ecco, dunque, che mancheranno alla Juve tre pezzi da novanta proprio in una situazione delicatissima: le durissime partite contro il Real Madrid (2 volte!), lo Zenit, la Roma e l'Inter, nonché il derby, mettono ansia anche ai più ottimisti.
Vediamo se la Juventus tirerà fuori il carattere e la voglia di vincere. E' questo il momento della verità. Perché se si supererà indenni il tour de force, potrebbe essere l'inizio di qualcosa di importante.
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venerdì 5 settembre 2008
Calciomercato Juventus: Il Manchester City prepara 100 milioni di euro per Buffon e Chiellini. Indecisione tra i vertici della Juve
Gli arabi invadono l'Occidente. Non è un ritorno di fiamma dei seguaci di Al Qaeda, quanto di un'entrata prepotente nel mondo del calcio da parte degli sceicchi asiatici, arricchiti dai petroldollari. Il Manchester City è stato infatti venduto al gruppo Abu Dhabi presieduto dall'emiro Sulaiman Al Fahim, che ha già dato prova della sua enorme disponibilità economica: 40 milioni di euro al Real, e Robinho con addosso la casacca dei Citizens. Non è tutto.
Al Fahim ha intenzione di costruire una squadra stellare, sul modello del Chelsea di Abramovich, ma con ancora più soldi da spendere, se possibile. E per far ciò, il presidente del Manchester City ha rivolto lo sguardo sul campionato italiano, in particolar modo sulla Juventus.
E' pronta, secondo voci vicine alla società inglese, un'offerta da capogiro per due giocatori della Juventus: 100 milioni di euro per strappare Buffon (70) e Chiellini (30) a mister Ranieri. La notizia ha provocato uno scossone all'interno della società torinese, e l'ad Blanc pare si sia già sfregato le mani nell'idea di poter incassare tutti quei soldi, cedendo appena due giocatori. Certo, si tratta di due campioni unici a livello mondiale, ma le questioni tecniche molto spesso decadono di fronte a quelle economiche. Fu così per Zidane, potrebbe essere così per Buffon e Chiellini.
Vediamo come l'hanno presa i protagonisti e gli addetti ai lavori:
Buffon: "Ho letto dell'offerta da 70 milioni di euro per me dall'Inghilterra ma tra il dire e il fare c'è di mezzo tanta fantasia di chi scrive certe cose. Mai arriverà un'offerta simile per me, se arrivasse la Juventus è normale che possa fare le sue valutazioni. Certamente la Juve del passato mi avrebbe impacchettato davanti a una simile offerta e subito venduto.
Se veramente il Manchester City offrisse una tale somma, la Juve dovrebbe pensarci. Ma sono fantasie. L'offerta di 70 milioni del City non c'è. E' chiaro, poi, che se dovesse arrivare la società dovrebbe prenderla in considerazione, ma sono certo che non arriverà alcuna offerta del genere".
Ranieri: "Sarà dura con questi nababbi, spendono come Abramovich. In 2 anni il City sarà una rivale in più da battere".
Amauri: "70 milioni per Buffon? Certo, Gigi vale tutti quei soldi, ma credo proprio che lui stia bene qui e noi ce lo teniamo stretto".
Secondo voi che dovrebbe fare la società? Esprimete la vostra idea nel sondaggio in alto a destra.
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domenica 3 agosto 2008
Emirates Cup 2008, Arsenal-Juventus 0-1: da Buffon a Chiellini, i commenti dei protagonisti
Gigi Buffon: «Quella di oggi è stata la prima partita che ho sentito veramente. Avevo davvero tanta voglia di giocare in uno stadio del genere e contro un avversario come l’Arsenal».
Marco Marchionni: «L’anno scorso, qui in Inghilterra mi sono fatto male ed è stato l’inizio di una stagione sfortunata. Ora sto bene e la speranza, incrociando le dita, è di continuare così. Sono soddisfatto di come sto giocando».
Giorgio Chiellini: «L’intesa con Mellberg cresce. Ci troviamo bene insieme, lui è molto bravo di testa e sulle palle alte arriviamo sempre prima noi. Comunque non ci siamo solo noi, tutta la difesa sta lavorando bene, così come il resto della squadra».
Cristian Molinaro: «In questo inizio di stagione sto giocando tanto. Sono contento di questo, le gambe girano, anche se non posso essere al top. In attesa del ritorno dalle Olimpiadi di De Ceglie, ogni volta che il mister mi chiamerà in causa, io sarò sempre pronto a scendere in campo».
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mercoledì 23 luglio 2008
Buffon: Ci siamo rinforzati e abbiamo colmato il gap con Inter e Roma
Buffon, lei ha detto che questa Juventus può già vincere tutto, scudetto e Champions.
«Alt, così non l'ho mai detta. Ho spiegato che è bello iniziare una nuova stagione sapendo di potercela giocare con tutti».
Anche se non avete fatto il colpo grosso?
«Qui bisogna chiarirci le idee: magari non c'è stato il colpo a effetto, ma sono arrivati i giocatori che servivano per rendere completo l'organico. E sono tutti giocatori utili, di qualità e di livello internazionale. Ci siamo rinforzati il meglio possibile per colmare il gap con Inter e Roma. Abbiamo le carte in regola per fare meglio di un campionato fa».
E visto che siete arrivati terzi, ora potete arrivare secondi o vincere lo scudetto.
«Rispondo così: alla Juve, se non vinci lo scudetto, significa che potevi sempre fare meglio».
Milan favorito per lo scudetto. Lo ha detto anche prima dell'arrivo di Ronaldinho.
«Veramente l'ho detto alla fine del campionato: noi andiamo in Champions e così consegniamo al Milan il prossimo scudetto. Loro non giocheranno la Champions, avranno la possibilità di concentrare tutto sul campionato. Il vantaggio c'è».
Che vuol vincere ancora uno come Buffon?
«Non voglio stravincere, non sono ingordo. Ma vincere un po' di più sì. Cose del tipo: un Europeo, una Champions, un'Intercontinentale e una Supercoppa Europea, giusto perché la coppa Uefa e la coppa Italia le ho già vinte a Parma».
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venerdì 18 luglio 2008
[VIDEO] Intervista a Gigi Buffon: "Ci siamo ulteriormente migliorati"
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[VIDEO] Tornano i campioni alla Juventus: Del Piero, Buffon, Chiellini e Camoranesi
Si aggiungono i pezzi da 90 al ritiro della Juventus. Sono arrivati, infatti, i nazionali italiani Del Piero, Buffon, Camoranesi e Chiellini. Tutti molto sorridenti, dicono la loro sul futuro bianconero.
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mercoledì 2 luglio 2008
Calciomercato Juventus: La Juventus ha scelto Xabi Alonso. No a Stankovic, Veloso e Senna. Aquilani è sopravvalutato.
I nomi dei centrocampisti che ruotano in orbita Juventus sono soltanto una nuvola creata appositamente per rispettare le solite leggi del calciomercato. Società e tecnico hanno deciso su chi puntare, tralasciando ogni ulteriore fantasia giornalistica.
L'obiettivo vero è uno solo: Xabi Alonso. E anche di fronte a dichiarazioni ufficiali da parte dei dirigenti bianconeri che vanno in contrasto con questa affermazione, il centrocampista preferito resta comunque il basco.
La Juventus, infatti, attraverso l'operato dell'ad Blanc, è arrivata ieri ad offrire al Liverpool 21 milioni di euro, stando a quanto annunciato dal Daily Mail. Si sta cercando in tutti i modi, dunque, di concretizzare una lunga trattativa che va avanti da più di un mese, tra annunci, smentite e rilanci. Xabi Alonso sarà un giocatore della Juventus. Mi sbilancio, ma la sensazione è proprio questa.
Intanto, dopo l'abbandono dell'operazione Stankovic e di quella abbozzata per Veloso, un altro nome è stato depennato dalla lista degli agenti di mercato bianconeri: quello di Marcos Senna. Fernando Roig, il presidente del Villareal, parla così del brasiliano naturalizzato spagnolo:
"Il giocatore vuole legarsi al nostro club a vita; è una grande persona, siamo orgogliosi di averlo qui".
Dunque rimane a galla solo la faccenda Aquilani, che personalmente non mi trova affatto d'accordo. Il romanista ha un costo eccessivamente alto per quello che offre sia a livello tecnico (a mio parere è stato sopravvalutato dai media) sia a livello di presenze garantite (non è integro fisicamente e continuamente alle prese con infortuni di varia natura) sia a livello di esperienza internazionale (praticamente all'asciutto in Champions League). Spero vivamente che trovi un accordo faraonico con la Roma.
In quel ruolo infatti serve un giocatore con personalità, che sia capace di giocare 40 partite a stagione, che non tremi di fronte alle responsabilità di guidare una squadra come la Juventus (vedi Tiago/Almiron...) e che sia in grado di disputare incontri difficili e complessi come quelli di Coppa Campioni: insomma, l'identikit dell'indiziato porta dritto dritto a Xabi Alonso.
Infine, per Gigi Buffon arrivano parole di stima e affetto proprio da quello che per tutta la passata stagione gli è stato riserva, e cioè Emanuele Belardi:
"Per essere il vice di un grande portiere come Buffon bisogna innanzitutto considerare che con lui non esistono paragoni . E' un fuoriclasse e per questo non possono esistere due Buffon nella stessa squadra, anche perché Gigi è il numero uno al mondo, il portiere forse migliore che la storia del calcio abbia conosciuto. Per quanto riguarda me, ho rinnovato il contratto con il club fino al 2011 e sono gratificato perché la società ha dimostrato di credere in me. Poi, tra campionato, Coppa Italia e Champions, un altro portiere serve".
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lunedì 23 giugno 2008
VIDEO JUVENTUS Le migliori 10 parate di Gigi Buffon 2007/2008
Ecco le 10 parate più belle di Gigi Buffon, nella stagione 2007/2008.
Enjoy!
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martedì 10 giugno 2008
EURO 2008, Dichiarazioni: Gigi Buffon "Una delle più brutte partite degli ultimi 12 anni"
Gigi Buffon, portiere della Juventus e dell'Italia, al termine della partita persa per 3-0 contro l'Olanda, ha dichiarato:
"E stata una delle più brutte partite degli ultimi 12 anni. L'Olanda ha vinto meritatamente. Credo di dover, anche a nome dei miei compagni, porgere le scuse a tutti i tifosi italiani, che come noi certamente non si aspettavano questo risultato. Il loro primo gol era in netto fuorigioco, ma non ci possiamo appellare a questo perché questa sera abbiamo straperso. Mi auguro che dalla prossima partita ritroveremo quell'orgoglio che stasera è mancato".
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mercoledì 7 maggio 2008
Buffon: Amauri è il meglio che c'è. Nedved resterà
Gigi Buffon, portiere della Juventus e della Nazionale italiana, ha dichiarato:
"Non siamo abituati a puntare su un solo obiettivo, l'anno prossimo vogliamo scudetto e Champions League, ma servirà un gruppo più numeroso e di qualità. La coppa sarà un'esca per Nedved, che resterà. Amauri è il migliore degli attaccanti sul mercato, su Flamini siamo arrivati un po' in ritardo. Ronaldinho servirebbe se avesse voglia di rimettersi in discussione. Agli Europei sarò al 100%, mi spaventa la Romania".
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domenica 4 maggio 2008
Buffon dopo Siena-Juventus 1-0: Kharja lo metterò nel mio libro nero

Gigi Buffon, al termine della partita persa per 1-0 contro il Siena, ha dichiarato:
"E’ stata una vittoria meritata da parte loro, ci hanno creduto più di noi, l’hanno interpretata meglio e ci hanno messo più voglia di vincere. Forse il risultato di Genova non ci ha aiutato. Nelle ultime gare le motivazioni fanno la differenza e il loro approccio è stato migliore del nostro. Il gol di Kharja? Forse poteva esserci un fallo su Chiellini. Comunque è stato bravo e fortunato ad imprimere una traiettoria imparabile, considerando che ha calciato quasi da terra. Mi aveva già segnato quando era alla Roma, lo metterò nel mio libro nero…".
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giovedì 24 aprile 2008
Intervista a Gigi Buffon, presa dal programma Sky Attenti a quei due

La Champions ti manca?
"Sicuramente."
La Juve è già competitiva per la Champions o ha bisogno di ritocchi?
"Competitivi lo siamo anche quest'anno. Finchè hai solo un traguardo da raggiungere e da conseguire, anche se magari non sei all'altezza delle più forti, puoi sempre trovare delle forze che, magari, non sapevi neanche di avere. Nel momento in cui si punta a un qualcosa di importante e gli obiettivi a inizio stagione cominciano ad essere più di uno, bisogna fare una disanima serena della squadra e trovare qualche rinforzo."
Hai fiducia nella nuova dirigenza o dai consigli?
"Consigli non ne do, perché sono bravissimi a sbagliare da soli anche i dirigenti (ride, ndr). Dall'alto della loro competenza, in questi anni hanno dimostrato di saperci fare, anche coadiuvati dall'aiuto del mister, e credo che troveranno le soluzioni e i rinforzi migliori."
Sui portieri del passato.
"Credo che la migliore espressione sia stata Zoff. Anche Albertosi, Peruzzi, però ci vuole anche un briciolo di fortuna, sicuramente."
Sei più forte oggi, nonostante qualche acciacco, o quando avevi 20 anni?
"Qualitativamente a 17 anni avevo doti che ora ho perso, a livello di tempestività e di uscite avevo tempi eccezionali, ora con l'età sbaglio e oso di meno, però, chiaramente, mi preferisco ora, do un'immagine da portiere concreto e da grande squadra. Prima ogni tanto facevo la cavolata."
Sull'incoscienza da giovane.
"Io, già dal settore giovanile, ero stato allenato per attaccare la palla, poi sono entrato, con il tempo, in una fase difensiva. Chiaramente gli infortuni ti fanno rischiare di meno. Alcune volte, le regole per l'espulsione immediata del portiere, fanno sì che uno ci pensi due volte prima di rischiare."
Sull'esordio in Nazionale.
"L'ultima cosa che avrei voluto fare era giocare in quella giornata. Quando si è fatto male Pagliuca, sinceramente non è che fossi felicissimo. Era la prima partita, era importante, era lo spareggio per il Mondiale, le condizioni climatiche non è che mi agevolassero. Fare una parata dopo pochi minuti mi ha agevolato."
Sull'espulsione di Zidane ai Mondiali.
"Il merito è mio, penso di essere stato l'unico ad aver visto. L'azione era proseguita, eravamo nell'area francese e allora mi sono accorto di questo fatto e ho richiamato in maniera forte e veemente l'attenzione del guardalinee. Secondo me, a sua volta, il guardalinee ha chiesto conferma al quarto uomo e lì qualche immagine tv deve aver fatto il resto. Non è stato un gesto sportivo chiedere l'espulsione degli avversari... Eravamo in una difficoltà talmente estrema, fisicamente ci stavano ammazzando, ho pensato magari uno in meno riusciamo a salvarci fuori."
Prima di arrivare al Mondiale c'era stata Calciopoli.
"Chiaro che le premesse ti portavano a presagire che potesse finire in maniera ingloriosa."
Quando hai tutti contro trovi qualcosa in più?
"Quando ti trovi coinvolto in prima persona e ci sono continui attacchi contro di te, diventa difficile poter pensare solo al calcio. Se abbiamo vinto, abbiamo avuto motivazioni, pregi e meriti, però è stata una casualità."
Sulla stagione in Serie B.
"Nelle prime partite, in trasferta, ero impegnato sovente. Devo dire che è stata la mia fortuna essere rimasto alla Juve in maniera convinta perché, se avessi avuto qualche esitazione, anche nelle prime partite non mi sarei fatto trovare pronto. Dal punto di vista umano, dell'affetto, credo che lo rifarei. È un'esperienza che ti fa accrescere la tua autostima e c'è bisogno anche di quello. Credo che la vera motivazione sia che a me piace giocare a calcio e giocare per vincere. Ho detto: se devo rimanere in A per arrivare decimo o ottavo, preferisco andare in B, partire con la penalizzazione e compiere l'impresa, alla fine ti gratifica di più."
Sugli scudetti vinti e poi tolti: che spiegazione ti dai?
"Noi giocatori siamo i giudici migliori di quello che accade in campo e sappiamo realmente quando una squadra è più forte delle altre. Tutto quello che gira intorno al calcio, al rettangolo di gioco, fa parte dell'istituzione, loro fanno le regole e decretano in base a una legge il vincitore e lo sconfitto. Hanno deciso così e va benissimo."
Tu sentivi la sudditanza degli arbitri?
"Obiettivamente, con le grandi in genere c'era un tipo di atteggiamento che non veniva riscontrato con le piccole squadre, quello è inevitabile. Però, nel momento in cui vengono fatte certe accuse, bisogna averne le prove, perché non sono accuse da niente, rovinano anche la reputazione delle persone. Con questo non voglio dire che non fosse o che non sia vero, però tutto va provato."
Qual è stato il momento migliore della stagione: la vittoria a San Siro contro l'Inter?
"Per i tifosi credo che sia il ricordo indelebile da mettere sul comodino e da incorniciare."
Avete festeggiato dopo?
"Per quel che mi riguarda, cerco sempre di rimanere distaccato, perché poi compio dei gesti inconsulti. Era importante vincere perché nel pomeriggio avevano vinto sia Fiorentina sia Milan, per cui non mi interessava giocare contro l'Inter."
Vi servirebbe un po' di qualità: tu sponsorizzi l'arrivo di un grande campione?
"Un giocatore come Ronaldihno lo vorrebbe chiunque come compagno di squadra, ma un giocatore così fa la fortuna di una squadra nel momento in cui è incentivato e ha voglia, perché se no sono giocatori "palla al piede" per una squadra."
Te l'aspettavi una Juve così competitiva?
"No, pensavo di avere più difficoltà, pensavo che arrivare quarti sarebbe stata un'impresa. Sono convinto tuttora che quello che abbiamo fatto sia stata una cavalcata incredibile, però questo non deve buttare fumo negli occhi a nessuno."
Su Del Piero.
"Il suo anno migliore. Da novembre ha fatto cinque mesi da autentico fuoriclasse. A parte i gol, che lui è sempre stato freddissimo sotto porta, a livello di fisico e a livello di corsa è uno di quelli che tira la carretta, sempre pronto a difendere."
Tu lo porteresti agli Europei?
"Un Del Piero così... "
E Cassano?
"E' un piacere giocare con lui, perché è un talento fuori dal normale. Ma lui è fuori dal normale in tutto, ha quel problema lì, però è un ragazzo al quale non puoi voler male. Quello che deve fare lo sa anche lui, perché glielo ripetono tutti mille volte al giorno per cui rischiamo di rovinarlo noi parlandone troppo."
Sui portieri italiani.
"E' cambiato molto il modo di operare nelle società. Alla fine l'Inter quando fece giocare Zenga, lui veniva dalla Serie B. Ci sono portieri importanti, però in questo momento in Serie A c'è un po' l'ansia da risultato per cui tutti non hanno pazienza con i giovani."
C'è il nuovo Buffon?
"Non ne ho idea. Io credo che la mia forza da giovane sia stata quella di avere un carattere estroverso, una personalità molto forte, anche se ero giovane. Alcune volte, se ti fai vedere troppo forte e troppo debole nel calcio ci vuole un attimo perché tu venga prevaricato. Adesso sono molto più riflessivo e tranquillo."
Credi che la faccenda Soros abbia distratto la Roma per lo scudetto?
"Sicuramente non l'ha aiutata. La Roma non ce la può più fare perché, a parte il mese di difficoltà, l'Inter è la più forte di tutte, per cui credo che porterà a termine anche questa missione."
Fra Cristiano Ronaldo e Messi, chi vorresti evitare?
"In questo momento Cristiano Ronaldo è l'espressione migliore, seppur non sia un attaccante vero, è un giocatore che predilige partire da esterno, ma in questo momento sta facendo un sacco di reti. Messi è un talentissimo, ha un qualcosa in più degli altri e la consacrazione gliela darà la sua carriera."
Cudicini sarà il secondo portiere della Juve?
"Non lo so, ho visto anch'io sui giornali che lo accostano a noi. Ha avuto un passato glorioso con mister Ranieri. Non so se sia una necessità quella di cercare il secondo portiere, perché anche Belardi, quando ha giocato, ha risposto da grande portiere."
Cech sta tornando grande?
"Lui è stato un grande portiere fino a prima dell'infortunio, poi ha avuto qualche problema in più. Non guardo l'infortunio perché non l'ho ancora visto e non lo voglio vedere, perché poi quando gioco qualche flash mi viene in mente. Adesso sembra recuperato e fornisce prestazioni di livello, mi sembra un professionista."
La tua papera più clamorosa?
"In assoluto, a Bristol in Under 21."
Su Dida.
"Dopo Manchester ha fatto un anno fantastico, parava di tutto. Probabilmente, oggi avrà qualche problemino fisico. Nella carriera di un portiere, la fiducia dell'ambiente, dei compagni, e l'aspetto psicologico non è da trascurare, ci deve essere stato qualcosa che ha giocato in maniera negativa nella sua testa."
Sul Pallone d'Oro non vinto.
"In finale non ho parato un rigore, però è andata bene. Preferisco aver vinto il mondiale."
Sei stato più vicino al Milan o all'Inter?
"Non lo dico perché sono cose inutili e mancherei di rispetto nei confronti di qualche mio collega."
Nel tuo futuro c'è il Genoa?
"Questi sono i sogni che uno ha da bambino, essendo stato tifoso del Genoa. Questo è chiaro che è una cosa alle quale tengo, non so se sia possibile."
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giovedì 3 aprile 2008
Buffon vuole Ronaldinho

"Ronaldinho è l'uomo giusto per noi, se non costa troppo è giusto provare a prenderlo. Ci servono grandi acquisti e la società lo sa benissimo. Amauri è super, Sissoko l'uomo della svolta. Ranieri mi piace. Noi primi? Mai dire mai. L'Inter? Meglio la Roma, ma non si vince solo con il gioco. Guardate Capello...".
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giovedì 13 marzo 2008
Buffon juventino a vita!

Gigi Buffon firma il prolungamento contrattuale legandosi alla Juventus fino al 2013, data in cui il numero uno al mondo avrà compiuto 35 anni. Un contratto a vita, dunque, per il Gigi nazionale, sempre più convinto del progetto messo in piedi dalla società bianconera.
Il perché del rinnovo. «Perché un nuovo rinnovo dopo neppure un anno? Avevo paura di perdere la Juve…. Scherzi a parte, con i dirigenti si è instaurato un rapporto che va al di là di quello puramente lavorativo. C’è tanta stima tra di noi e tra una chiacchiera l’altra abbiamo trovato modo di allungare ancora il contratto».
Juve per sempre. «Potrebbe anche essere il mio ultimo contratto. Dipenderà da come starò nel 2013. Se, arrivato a 35 anni, avessi la certezza di star bene fisicamente potrei andare avanti, la salute prima di tutto».
Obiettivi importanti. «Per i prossimi cinque anni voglio vincere almeno la Champions League e il Mondiale per Club con questa maglia».
Juve competitiva. «Se quest’anno avessimo lottato per la salvezza, per giocatori ambiziosi come noi sarebbe stato tutto più difficile. Per questo la società è stata brava a mantenere determinate promesse e allestire una squadra competitiva per la Serie A. L’importante non è vincere ma saper di poterci provare».
La Juve di domani. «Già quest’anno abbiamo dimostrato di poter stare bene tra le prime 5/6 della classifica. L’anno prossimo non ci sarà da cambiare molto ma solo da puntellare. Certamente se vogliamo puntare a qualcosa di importante, dovremo migliorare».
Lotta a tre per la Champions. «Per ora abbiamo un margine importante, anche se non rassicurante. Per il Milan non sarà semplice prenderci cinque punti in 11 partite e con lo scontro diretto in casa nostra».
Tanta voglia di Europa. «Se escludo le gare con la Nazionale, da un po’ manco dai palcoscenici internazionali e ho voglia di tornarci. La Champions League persa a Manchester non l’ho ancora digerita, per questo ho voglia di riaffontrare questa competizione che ha sempre un sapore particolare, soprattutto dai quarti in avanti. Questa coppa mi fa gola e credo che ci debba essere questo traguardo nella carriera di un giocatore importante».
Condizione generale. «Dopo il problema alla schiena, non sono ancora al 100% e credo si veda. Mi auguro di poter arrivare al 95% nel giro di un breve tempo. La speranza è quella di conquistare la qualificazione alla Champions con un po’ di anticipo, così avrei più tempo per preparare l’Europeo».
Situazione attuale della squadra. «Sono felice, domenica abbiamo vinto una gara fondamentale. E’ stata una bella risposta per tutti e una bella iniezione di fiducia per noi».
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venerdì 22 febbraio 2008
Ultim'ora da Vinovo: Trezeguet e Iaquinta non convocati per Reggio

Brutte notizie da Vinovo, il centro allenamenti della Juventus. Mister Ranieri, ufficializzata la lista dei convocati per l'anticipo di domani sera contro la Reggina, non ha potuto contare sulla presenza di Iaquinta (lombalgia) e Trezeguet (affaticamento), oltre al già preventivato forfait di Buffon (mal di schiena) e e a quello di Zebina (fastidio al ginocchio).
Quindi scelte obbligate in attacco, dove super Del Piero si dividerà i compiti con Raffaele Palladino, che avrà così un'importante chance da attaccante.
Questa la lista dei convocati per Reggina-Juventus:
2 Birindelli
3 Chiellini
6 Zanetti
7 Salihamidzic
8 Camoranesi
10 Del Piero
11 Nedved
12 Belardi
13 Vanstrattan
20 Palladino
21 Grygera
22 Sissoko
25 Stendardo
28 Molinaro
30 Tiago
31 Novembre
33 Legrottaglie
34 Pasquato
36 Castiglia
44 Bottone
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mercoledì 20 febbraio 2008
Notizie dall'infermeria

Altra seduta di allenamento mattutina per i bianconeri.
Gigi Buffon ha lavorato regolarmente in campo e il suo recupero procede meglio rispetto ai giorni successivi la partita con l’Udinese, ma le sue condizioni andranno comunque valutate nei prossimi giorni.
Lo stesso dicasi per Jonathan Zebina che oggi ha lavorato a parte per una leggera infiammazione ad un’inserzione tendinea del ginocchio.
Vincenzo Iaquinta infine ha accusato un lieve fastidio alla schiena durante la seduta odierna, ma le sue condizioni non destano alcuna preoccupazione.
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lunedì 18 febbraio 2008
Buffon salta la Reggina

Gigi Buffon salterà quasi certamente la trasferta a Reggio Calabria prevista per sabato 23 febbraio, contro la Reggina. Il portiere della Juventus non ha ancora recuperato al 100% dall'infortunio alla schiena, quindi lo staff medico, d'accordo con mister Ranieri, pare orientato a farlo riposare per una giornata, visti anche i prossimi delicati incontri che i bianconeri si troveranno ad affrontare nel giro di una settimana (derby col Torino e Fiorentina).
Pronto a sostituirlo è Emanuele Belardi.
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giovedì 14 febbraio 2008
Buffon a tutto tondo: "Godo come un riccio per le polemiche contro l'Inter. In Italia nessuno come la Juve. E' meraviglioso essere una figurina

Gigi Buffon come non l'avete mai visto, in una bella intervista de La Repubblica:
Come va la schiena, Buffon?
"Rispetto a quindici giorni fa meglio, rispetto a domenica peggio. Per fortuna, nella concitazione della partita mi dimentico di stare male".
Preoccupato?
"No. Se fossimo in fase di preparazione, mi prenderei venti giorni tutti per me e penserei a guarire. Ma questo è un mese caldo e vale la pena fare qualche sforzo. Magari mi fermerò un po' più avanti".
Non è che rischia di mandare all'aria l'Europeo?
"Sono ottimista e fatalista, se meriterò di andarci ci andrò e la salute mi assisterà".
Non ha pensato che le stanno arrivando gli acciacchi della vecchiaia, adesso che ha appena compiuto trent'anni?
"Mi conosco bene e non so prendermi in giro: sono due o tre anni che dal punto di vista psicologico, fisico e tecnico sono forte come non sono mai stato. Non sono un portiere acrobatico, durerò parecchio, almeno fino a 41-42 anni".
Mai pensato di aver sprecato i suoi anni migliori in serie B e lontano dall'Europa?
"No, perché guardo aldilà del mio naso. Ho tirato il fiato e così potrò arrivare al capolinea un po' più tardi. Questi due anni non sono stati solamente una punizione, ma ho maturato due bonus".
Se lo ricorda il suo ultimo errore?
"No, e quindi sono preoccupato: sta per arrivarne uno".
E un gol non imparabile l'ha preso?
"Certo. Il secondo di Parma, per esempio. Quando capita, torno a casa e non mi sento a posto, poi al lunedì vado da Ranieri e gli chiedo scusa".
E lui si commuove?
"No, perché sa che l'unico modo per migliorarsi è cercare il pelo nell'uovo. A me capita spesso di dire: cavolo, se prendi un gol del genere diventi un portiere normale, Gigi".
Lei non è normale?
"Mah, forse sì. Cioè, la normalità non so bene cosa sia. Boh. Di sicuro, se becco gol su calcio d'angolo rescindo il contratto seduta stante".
Ha mai fatto il conto di quanti punti vale Buffon?
"No, perché non esiste la controprova. Non si può dire chi sia più decisivo tra me e Totti, magari con Belardi e Vucinic le nostre squadre avrebbero dieci punti in più. Mi auguro solo che si dica sempre che è meglio avere Buffon che non averlo, anche se a me capita di vedere altri portieri e dire: io una parata così non l'ho mai fatta. E' successo domenica con Kalac, ma anche guardando certi portieri di serie C".
Le piace molto, vedere parare?
"Mi piacciono le cose belle. Di solito tra i colleghi c'è invidia, ma io non me provo: auguro ogni bene al mio avversario anche se può andare a scapito mio. Ho ammirato quei 6-7 mesi in cui Dida è stato fenomeno, certe parate sensazionali di Frey e Julio Cesar, il Toldo di qualche anno fa, il Doni di questo periodo. Molti pensano che fare un complimento pregiudichi il proprio prestigio, io no".
Buffon piace a tutti: non lo trova noioso?
"Mi rendo conto di essere trasversale, ma se avessimo la cultura degli inglesi questo sarebbe normale. In Italia si vive di alibi, per cui mi gratifica godere del rispetto dei miei avversari. Penso che nemmeno i tifosi del Toro mi odino. La scelta di andare in serie B credo abbia fatto piacere anche a chi nutriva rancore verso di noi".
Non c'è un eccesso di buonismo, in tutto questo?
"Può essere, ma in mezzo alle nostre nevrosi il buonismo non è mai troppo".
Chi c'è di travsersale come lei?
"Maldini, Kakà, Del Piero. O Materazzi. No, dài, su Materazzi scherzavo".
Aiutini all'Inter: è d'accordo con Totti?
"Sto godendo come un riccio: l'Inter è esattamente nella situazione in cui eravamo noi. Non sapete quanto fosse svilente farsi domande dopo ogni vittoria, chiedersi se davvero avevamo vinto per un mezzo fuori gioco. Mi snervavo al punto da pensare: vorrei arrivare decimo, così non rompo i coglioni a nessuno. Lo stesso sta accadendo all'Inter: nessuno che dica che loro sono i più forti, nettamente i più forti, e tutti che sospettano chissà che. Mi spiace per loro, non si stanno godendo quello che meritano. Ma sono anche contentissimo che gli aiuti gli stiano arrivando adesso che proprio non gli servono a nulla e non l'anno prossimo, quando potremmo permetterci di competere con loro".
La Juve non può proprio far nulla, contro l'Inter?
"Adesso no, non c'è partita. Io continuo a guardarmi le spalle, anche se la partita con la Roma ci dirà se dovremo rinunciare ai voli pindarici o guardare fino al secondo posto".
E' sorpreso di cosa state facendo?
"Da morire. Tantissimo. Per questo sono orgoglioso della nostra classifica. Sinceramente avevo dei dubbi sul nostro valore".
Perché state lassù, allora?
"Perché in Italia nessuno ha una mentalità come la nostra. Ci siamo tramandati questo carattere, sappiamo che siamo i più forti solamente se corriamo di più, se lottiamo di più e soprattutto se non ci sentiamo forti. Quest'anno stiamo dando il 120 per cento, eppure possiamo al massimo arrivare secondi. Siamo anche un po' sfigati: l'Inter è anormale, per quanto è forte. In altri tempi, saremmo da scudetto anche noi".
Nel frattempo, è riuscito a ricordarsi nel suo ultimo errore?
"Mi ricordo i primi mesi alla Juve, ne combinai due o tre una dietro l'altra, la gente mormorava, un po' il terreno sotto i miei piedi lo sentivo franare. Per fortuna sono molto autocritico e non mi lascio condizionare da giudizi altrui: la verità su me stesso la so solo io".
Buffon è un predestinato?
"Senza presunzione: sì. A 17 anni ho giocato le mie prime due partite in serie A contro Milan e Juve, a 18 ero titolare di una squadra da scudetto ed erano appena quattro anni che avevo deciso di fare il portiere".
E prima di parare che faceva?
"Fino a tredici anni sono stato un buon centrocampista, sarei potuto arrivare in C o in B. Ma un giorno mio papà, che essendo stato un atleta aveva un mentalità diversa dal calciatore, mi disse: perché non provi a imparare anche qualcos'altro? Vai un po' in porta, ti aiuterà. Ci provai, più che altro perché mi faceva divertire un sacco l'idea di mettermi i guanti e il cappellino, poi in quel periodo avevo il trip di N'Kono. È andata così: destino, no?".
Che diavolo è il trip di N'Kono?
"So a memoria la formazione del Camerun ai Mondiali del '90, avevano delle tute di spugna che mi facevano compassione, non potevo non tifare per loro, e per il portiere più di tutti. Da allora è il mio idolo assoluto. Sono abituato a fare scelte di minoranza: tengo per il Genoa e in quel periodo andavo matto per il Pescara di Junior e Sliskovic, mentre tutti correvano dietro il Napoli di Maradona".
E' anche per questo che è sceso in serie B?
"Se fosse stata una scelta scontata non l'avrei fatta".
Altri gusti di minoranza?
"Credo di essere l'unico calciatore al mondo che non si interessa di automobili. Giro con la mia Lancia Y, mi basta e mi avanza".
Neo trentenne e padre: Buffon è diventato adulto?
"Ho chiuso una saracinesca sul passato e aperto una porta sul futuro. Io sono un malinconico, un nostalgico: pensavo sempre, e anche troppo, ai tempi della scuola, ai giorni di Italia '90, all'infanzia perduta. Ecco, avere un figlio ed essere un uomo affidabile per una donna, come lo sono io per Alena, fa sentire meno l'assenza del passato e ti offre molti spunti per vivere il presente: da due o tre anni, ormai, sono una persona equilibrata, anche se qualche scheggia di pazzia ce l'ho sempre".
Tipo?
"L'altro giorno sono andato a comprarmi delle figurine, senza aspettare che ce le regalassero con la raccolta completa: vuoi mettere la pappa già pronta con il piacere di sudarsi l'album pacchetto dopo pacchetto?".
Scusi, ma che le ha detto l'edicolante?
"Gli ho spiegato che ho un figlio molto precoce".
E' bello essere una figurina?
"E' un sogno, è una delle emozioni più grandi che ho avuto da questo mestiere. Essere una figurina è meraviglioso".
E' stata la soddisfazione più grande?
"No, quella è la gioia trasmessa con una parata, con una vittoria. Il bello non è stato vincere il Mondiale, ma aver portato in piazza gente che fino a un'ora prima litigava dalla mattina alla sera. Il meglio della vittoria sono gli occhi di chi la festeggia".
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